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Charles Bukowski - 400 Chili (da “Musica per organi caldi”, 1983)

Eric Knowles si svegliò nella stanza del motel e si lanciò un’occhiata attorno. Dall’altra parte del letto matrimoniale c’erano Louie e Gloria, avvinti l’uno all’altra. Eric trovò una bottiglia di birra calda, l’aprì, la portò nel bagno e ne trangugiò il contenuto mentre era sotto la doccia. Si sentiva malissimo. La teoria della birra calda gli era stata reclamizzata da esperti. Quella volta non funzionò. Eric uscì dalla doccia e vomitò nella toilette. Poi tornò sotto la doccia. Il guaio di essere uno scrittore, il guaio più grosso, era il tempo libero, un eccesso di tempo libero. Per scrivere bisognava aspettare che le cose maturassero dentro e nell’attesa uno diventava pazzo, e intanto che diventava pazzo bevevo e più bevevo più pazzo diventava. Non c’era niente di glorioso nella vita di uno scrittore, né in quella di un bevitore. Eric si asciugò, si infilò le mutande e tornò nell’altra stanza. Louie e Gloria si stavano svegliando.
Oh, merda,” disse Louie. “Mio dio.
Anche Louie faceva lo scrittore, ma, al contrario di Eric, non doveva pagarsi l’affitto. Era Gloria a pagarglielo. Tre quarti degli scrittori che Eric conosceva, a Los Angeles e a Hollywood, erano mantenuti dalle donne; c’era da dire che se la cavavano molto meglio con le donne che con la macchina da scrivere. Si vendevano alle loro donne sia spiritualmente che fisicamente.
Sentì Louie che vomitava, in bagno, e il rumore gli rimise in movimento lo stomaco. Trovò un sacchetto di carta vuoto e prese a vomitare anche lui, ritmando i conati con quelli di Louie. C’era una specie di armonia.
Gloria era piuttosto carina. Aveva appena trovato un posto di professore associato in un’università del nord della California. Si stirò e disse: “Ora so come chiamarvi. I gemelli vomito.
Louie uscì dal bagno. “Ehi, stai rifacendomi il verso?
Neanche per sogno, amico. E’ solo che ho avuto una notte difficile.
E’ stata difficile per tutti.
Credo che farò un altro tentativo con la birra calde,” disse Eric. Stappò una bottiglia e ci riprovò.
E’ stato fantastico il modo in cui l’hai domata,” disse Louie.
Che cosa vuoi dire?
Insomma, quando ti ha aggredito sopra il tavolino, ti sei mosso come al rallentatore. Non eri per niente agitato. L’hai presa per un braccio, poi per l’altro e infine l’hai rovesciata. Ti sei appoggiato su di lei e le hai detto: ‘Cosa diavolo ti è saltato in testa?’
La birra funziona,” disse Eric. “Dovresti provare anche tu.
Louie stappò un’altra bottiglia e si sedette sulla sponda del letto. Louie dirigeva una rivistina, Riot of the Rats, che veniva stampata in mimeografia. Non era né meglio né peggio di tutte le altre riviste del genere. Dopo un po’ diventavano noiose, prive di veri talenti com’erano. Quella di Louie era arrivata al quindicesimo o al sedicesimo numero.
Era casa sua,” continuò Louie, rievocando la sera precedente. “Ci disse che era casa sua e che dovevamo andarcene.
Questioni di punti di vista; quando divergono sono grane e divergono quasi sempre. Inoltre, era veramente casa sua.
Proverò anch’io una di queste birre,” disse Gloria. Si alzò, si infilò il vestito e prese una birra calda. Carina per essere un’insegnante, pensò Eric.
Rimasero lì seduti, forzandosi a mandar giù la birra.
Qualcuno vuol guardare la televisione?” domandò Louie.
Non ti azzardare,” disse Gloria.
Tutt’a un tratto ci fu un’esplosione tremenda, che fece tremare i muri.
Gesù!” disse Eric.
Cosa è stato?” domandò Gloria.
Louie si diresse verso la porta e l’aprì. Erano al secondo piano. La stanza dava su un lungo balcone e il motel era costruito attorno a una piscina. Louie guardò verso il basso. “Non ci crederete, ma in piscina c’è un tale che peserà duecento chili. E’ stato un tuffo a provocare l’esplosione. Non ho mai visto un uomo così grasso. E’ enorme. Ed è in compagnia di un altro che peserà poco meno. Dev’essere suo figlio. Adesso sta per rituffarsi anche lui. Attenti!
Ci fu un’altra esplosione. Le pareti tremarono di nuovo e dalla piscina si levarono spruzzi altissimi.
Stanno nuotando fianco a fianco. Che spettacolo!
Eric e Gloria si diressero alla porta e guardarono fuori.
E’ una situazione pericolosa,” disse Eric.
Cosa intendi dire?
Intendo dire che a furia di guardare tutto quel grasso ci verrà voglia di sfotterli. Lo so, è molto infantile. Ma dopo una sbronza come quella che ci siamo presi può succedere di tutto.
Già, me li vedo precipitarsi su per le scale e martellare di pugni la porta,” disse Louie. “Come faremo a tenere a bada quattrocento chili?
Impossibile, nemmeno se fossimo in perfetta forma.
E visto che non lo siamo, mi sembra ancor più impossibile.
Esatto.
EHI, CICCIONE!” strillò Louie.
Oh, no,” disse Eric. “Oh, no, ti prego. Sto male…
I due grassoni alzarono gli occhi. Entrambi indossavano un paio di calzoncini da bagno azzurro chiaro.
Ehi, ciccione!” gridò Louie. “Scommetto che con una scorreggia riusciresti a strappare le alghe e a spedirle da qui alle Bermude!
Louie,” disse Eric. “non ci sono alghe là dentro!
Non ci sono alghe lì dentro, grassone!” strillò Louie. “Se le sarà risucchiate tutte il tuo culo!
Oh, mio dio,” disse Eric. “Ho fatto lo scrittore perché sono un vigliacco e ora mi trovo a dover affrontare una morte improvvisa e violenta.
Il più grasso dei due uscì dalla piscina seguito dal più magro. Li udirono salire le scale, plop, plop, plop. Le pareti cominciarono a tremare.
Louie chiuse la porta e mise la catena.
Cosa c’entra tutto questo con la buona letteratura, quella che dura nel tempo?” domandò Eric.
Niente, presumo,” rispose Louie.
Tu e il tuo maledetto mimeografo,” disse Eric.
Ho paura,” intervenne Gloria.
Abbiamo tutti paura,” disse Louie.
I due erano arrivati alla porta. BAM, BAM, BAM, BAM!
Si?” rispose Louie. “Cosa c’è?
Aprite questa fottuta porta!
Non c’è nessuno qui dentro,” disse Eric.
Bastardi, vi daremo una lezione!
Oh, si! La prego, signore,” fece Eric.
Dovevi proprio dirlo?” domandò Gloria.
Dannazione,” rispose Eric. “L’ho fatto per essere conciliante.
Aprite o sfondo la porta!
Tanto vale che vi diate da fare,” disse Louie. “Vediamo di cosa siete capaci.
Udirono l’impatto della carne che premeva contro la porta.
Poi videro il legno che si curvava e cedeva.
Tu e il tuo maledetto mimeografo,” disse Eric.
Era un’ottima macchina.
Aiutami a tener su la porta,” disse Eric.
Le si appoggiarono contro, cercando di opporre resistenza a tutto quel peso. La porta si piegò ancora. Poi udirono un’altra voce. “Ehi, cosa diavolo sta succedendo quassù?
Voglio dare una lezione a questi idioti, ecco cosa sta succedendo.
Provate a sfondare quella porta e chiamerò la polizia!
Cosa?
Ci fu un’ultima spinta, poi tutto si quietò. A parte le voci.
Sono in libertà vigilata per aggressione e percosse. Forse è meglio che ci vada piano.
Già, calmati, non vuoi far male a nessuno, tu.
Mi hanno rovinato la nuotata.
Ci sono cose più importanti del nuoto, amico.
Ad esempio il cibo.” Disse Louie, attraverso la porta.
BAM! BAM! BAM! BAM!
Cercate qualcuno?” domandò Eric.
Ascoltatemi bene! Se sento ancora una parola, una parola sola, vengo dentro!
Eric e Louie rimasero in silenzio. Udirono i due ciccioni scendere le scale.
Forse li avremmo battuti,” disse Eric. “I grassi non si muovono. Batterli è uno scherzo.
Già,” disse Louie. “Anch’io penso che li avremmo battuti. Se ci fossimo messi d’impegno, naturalmente.
Siamo rimasti senza birra,” intervenne Gloria. “Muoio dalla voglia di una birra gelata. Ho i nervi completamente a pezzi.
O.K.,” disse Eric. “Senti, Louie, vai tu a comprare le birre e io le pago.
No,” disse Louie. “Vai tu a comprarle e le pago io.
Pago io e mandiamo Gloria,” disse Eric.
D’accordo,” disse Louie.
Eric diede a Gloria soldi e istruzioni. Poi aprirono la porta e la fecero uscire. La piscina era vuota. Era una bella mattina californiana, l’aria era sporca, viziata, pesante.
Tu e il tuo dannato mimeografo,” disse Eric.
E’ una buona rivista,” disse Louie. “Almeno quanto le altre.
Forse hai ragione.
Poi si alzarono e si sedettero, si sedettero e si alzarono in attesa che gloria tornasse con le birre gelate.

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